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PRIMAVERA IN BICI TRA INCENTIVI E PERPLESSITA'

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La voglia di sport e movimento che si respira nell'aria primaverile di questi giorni è accompagnata da una  bella iniziativa del Ministero dell'Ambiente in accordo con l'Ancma, l'Associazione nazionale ciclo e motociclo aderente a Confindustria. 

Gli incentivi per l'acquisto di bici e motocicli: si tratta di un fondo di 8.750.000 euro da erogare, fino a esaurimento, nel corso del 2009 a tutti coloro che decideranno di acquistare una nuova bicicletta (comprese le bici elettriche a pedalata assistita), senza obbligo di rottamazione, oppure un ciclomotore Euro 2 termico o elettrico.
Non c'è che dire fin qui una bella iniziativa, premiata con entusiasmo dai cittadini che in meno di tre settimane hanno madato in tilt il sito del Ministero e aderito in massa, ma rimane comunque qualche perplessità...
La prima riguarda la dislocazione degli incentivi: meglio se fossero stati proporzionali alla concreta fattibilità dell'utilizzo dei mezzi, cosa se ne fanno di biciclette gli abitanti di centri sprovvisti di piste ciclabili o impossibilitati dalla struttura geologica del territorio?
Inoltre, benissimo invogliare la popolazione ad usare mezzi "ecologici" come le biciclette ma tutto ciò va corredato ad un adeguamento (ove presenti) delle piste ciclabili e ad una messa in sicurezza della viabilità delle città: il traffico selvaggio, le buche e i fossi costituiscono pericoli che frenano molte famiglie dall'uscire in bici. Un'altra proposta inerente questo settore, potrebbe essere il miglioramento dei servizi di manutenzione dei mezzi e la diffusione del servizio di bike-sharing (traducibile come "condivisione della bicicletta"). Questa nuova tendenza riguarda la messa a disposizione dei cittadini di una serie di biciclette di proprietà comunale, dislocate in diversi punti di parcheggio, che i cittadini (previa sottoscrizione di apposito abbonamento) possono utilizzare durante il giorno con il vincolo di consegnarle alla fine dell'utilizzo presso uno dei vari punti di raccolta. Il bike-sharing può nel tempo diventare uno strumento di mobilità sostenibile a disposizione dei Comuni che intendono ridurre i problemi derivanti dalla congestione stradale e il conseguente inquinamento.